Buoni pasto in busta paga

Dal 2026 i buoni pasto elettronici sono esentasse fino a 10 € al giorno (prima 8 €), quelli cartacei fino a 4 €. Con un buono da 10 € per 220 giorni ricevi 2.200 € l'anno senza tasse né contributi.

Illustrazione: Buoni pasto in busta paga
In questa guida
  1. Le soglie di esenzione 2026
  2. Quanto valgono in un anno
  3. Se il buono supera la soglia
  4. Regole d'uso
  5. Buoni pasto in busta paga
  6. Esempio: due offerte a confronto
  7. Buoni pasto, mensa e smart working
  8. Quanto aumento lordo vale un anno di buoni pasto
  9. Dove si possono usare
  10. Cosa controllare nella tua offerta

Le soglie di esenzione 2026

Tipo di buonoEsente fino aDal
Buono pasto elettronico10 € al giorno1° gennaio 2026
Buono pasto cartaceo4 € al giornoinvariato
Indennità sostitutiva di mensa per cantieri e zone senza mense5,29 € al giornoinvariato

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha alzato la soglia dei buoni elettronici da 8 a 10 € al giorno. Il valore del buono però lo decide l'azienda: l'aumento della soglia non fa salire da solo il buono che ricevi.

Quanto valgono in un anno

Con un buono elettronico da 10 € per circa 220 giorni lavorati ricevi 2.200 € l'anno senza tasse né contributi. Per avere gli stessi 2.200 € netti con un aumento di stipendio, con 30.000 € di RAL servirebbero circa 4.197 € di RAL in più.

Per questo i buoni pasto sono uno degli strumenti più convenienti sia per chi li riceve sia per l'azienda, che li deduce e non ci paga contributi. Quando confronti due offerte, mettili nel conto: lo spieghiamo anche nella guida su cos'è la RAL.

Se il buono supera la soglia

Se il valore del buono supera la soglia di esenzione, solo la parte in eccesso diventa reddito: si sommano allo stipendio e si pagano contributi e IRPEF su quella differenza. Un buono cartaceo da 7 €, per esempio, ha 3 € al giorno tassati.

Per questo molte aziende sono passate ai buoni elettronici: a parità di costo arrivano interi al lavoratore.

Regole d'uso

Buoni pasto in busta paga

In busta paga i buoni pasto possono comparire come voce informativa, con il numero di buoni e il valore. Se una parte è tassata la trovi tra le competenze imponibili. Il netto in busta non li comprende: il calcolatore dello stipendio netto li considera solo se li inserisci tra welfare e fringe benefit esenti.

Per gli altri benefit esentasse, come welfare e rimborsi delle utenze, c'è la guida a fringe benefit e welfare 2026.

Esempio: due offerte a confronto

Offerta A: RAL 30.000 € con buoni pasto elettronici da 10 € per 220 giorni. Offerta B: RAL 31.500 € senza buoni pasto.

VoceOfferta AOfferta B
RAL30.000 €31.500 €
Netto annuo da stipendio23.426 €24.259 €
Buoni pasto esenti2.200 €0 €
Totale netto25.626 €24.259 €

L'offerta con la RAL più bassa vale di più in tasca, grazie ai buoni pasto esentasse.

Buoni pasto, mensa e smart working

Se in azienda c'è la mensa, di solito i buoni pasto non spettano nei giorni in cui puoi usarla. Per i giorni in smart working dipende dal regolamento aziendale: molte aziende li riconoscono anche da casa, altre no.

I buoni pasto non sono un diritto per legge: li prevede il contratto collettivo o una decisione dell'azienda. Se ti vengono tolti, verifica cosa dicono il tuo CCNL e gli accordi aziendali.

Quanto aumento lordo vale un anno di buoni pasto

Con 30.000 € di RAL a Milano il netto annuo è 23.426 €. Per avere in tasca anche i 2.200 € di buoni pasto elettronici di un anno (10 € per 220 giorni), senza buoni, servirebbe una RAL di circa 34.197 €: un aumento lordo di 4.197 €.

Il motivo è semplice: i buoni entro la soglia non pagano contributi né IRPEF, mentre un aumento di stipendio sì. Per l'azienda, poi, i buoni costano meno di un aumento, perché non ci sono contributi a suo carico. Per questo, in una trattativa, chiedere i buoni pasto o alzarne il valore è spesso più facile che ottenere lo stesso aumento in RAL.

Per fare lo stesso conto con la tua RAL usa il calcolo da netto a lordo, aggiungendo al netto attuale il valore annuo dei buoni.

Dove si possono usare

Non tutti i negozi accettano tutti i circuiti, perché le società emettitrici chiedono una commissione all'esercente. Dal settembre 2025 la legge ha fissato un tetto del 5% a queste commissioni, con l'obiettivo di aumentare i negozi che li accettano.

I buoni hanno una scadenza, di solito indicata sul buono o nell'app: quelli scaduti, a seconda della società, si possono a volte sostituire entro un certo periodo. I buoni non si possono convertire in denaro né cedere ad altre persone.

Cosa controllare nella tua offerta

Fonti ufficiali: TUIR (DPR 917/1986) · Legge 199/2025, Bilancio 2026. Parametri e date di verifica nella pagina metodo e fonti.

Leggi anche: Premi di risultato 2026 all'1% · Fringe benefit e welfare · Costo azienda di un dipendente.

Domande frequenti

Quanto valgono i buoni pasto esentasse nel 2026?

Fino a 10 € al giorno quelli elettronici e fino a 4 € quelli cartacei.

I buoni pasto sono tassati?

Solo per la parte che supera la soglia di esenzione.

I buoni pasto spettano in ferie?

Di norma no, maturano per i giorni di presenza; dipende dal regolamento aziendale.

Quanti buoni pasto si possono usare insieme?

Fino a 8 nello stesso esercizio.

I buoni pasto contano per il TFR?

No, non entrano nel calcolo del TFR né della tredicesima.

I buoni pasto spettano in smart working?

Dipende dal regolamento aziendale: non c'è una regola unica di legge.

Si possono convertire i buoni pasto in soldi?

No, i buoni pasto non sono convertibili in denaro e non si possono cedere ad altri.