Come leggere la busta paga
La busta paga ha quattro parti: intestazione con contratto e livello, elementi fissi della retribuzione, voci del mese (competenze e trattenute) e piede con imponibili, TFR, ferie e netto in busta. Il netto si ottiene togliendo dal lordo contributi INPS, IRPEF e addizionali.

In questa guida
Le parti della busta paga
Ogni busta paga, o cedolino, è divisa in quattro parti. Il layout cambia da un software all'altro, ma le informazioni sono sempre queste:
- Intestazione: dati dell'azienda e tuoi, posizione INPS e INAIL, contratto collettivo applicato, livello, qualifica, data di assunzione, mese di riferimento.
- Elementi della retribuzione: le voci fisse mensili, cioè paga base, contingenza, eventuali scatti di anzianità, superminimo e indennità.
- Corpo centrale: le voci del mese con ore o giorni, divise in competenze (a tuo favore) e trattenute.
- Piede: imponibili, imposte, contributi, TFR, ferie e permessi maturati e goduti, e il netto in busta.
Gli elementi fissi della retribuzione
- Paga base o minimo tabellare: il minimo fissato dal CCNL per il tuo livello. Lo trovi per i principali contratti nella guida a paga base e minimi CCNL.
- Contingenza: una vecchia indennità legata al costo della vita, oggi un importo fisso per livello in molti contratti, come il Commercio.
- EDR o terzo elemento: piccoli importi fissi previsti da alcuni contratti.
- Scatti di anzianità: aumenti automatici ogni due o tre anni nella stessa azienda. Li spieghiamo nella guida sugli scatti di anzianità.
- Superminimo: una somma in più concordata con l'azienda, assorbibile o no. Vedi la guida al superminimo.
Esempio: un mese nel CCNL Commercio
Ecco un esempio semplificato per un dipendente a tempo pieno inquadrato al IV livello del CCNL Commercio, ai minimi dal 1° novembre 2026, residente a Milano e senza familiari a carico. La RAL è 25.434 € su 14 mensilità.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Retribuzione lorda (minimo IV livello) | 1.816,68 € |
| − Contributi INPS 9,19% | 166,95 € |
| Imponibile IRPEF del mese | 1.649,73 € |
| − IRPEF netta (media mensile, dopo le detrazioni) | 139,52 € |
| Netto del mese, prima delle addizionali | 1.510,21 € |
| − Rata addizionali dell'anno precedente (da gennaio a novembre) | circa 45,20 € |
Il netto annuo calcolato sull'anno intero è 20.646 €, cioè 1.475 € di media per ognuna delle 14 mensilità.
Le trattenute: contributi e tasse
- Contributi previdenziali: la quota INPS a tuo carico, di solito il 9,19% dell'imponibile previdenziale. Lo spieghiamo nella guida ai contributi INPS.
- IRPEF lorda e detrazioni: l'imposta calcolata sull'imponibile fiscale, meno le detrazioni per lavoro dipendente, familiari e cuneo fiscale.
- Addizionali: le rate dell'addizionale regionale e comunale dell'anno precedente e l'acconto comunale dell'anno in corso.
- Altre trattenute: quote sindacali, fondi pensione, cessioni del quinto, pignoramenti.
Il piede della busta paga
- Imponibile previdenziale e fiscale: le basi su cui sono calcolati contributi e IRPEF.
- TFR: la quota maturata nel mese e il fondo accumulato. Vedi il calcolo del TFR.
- Ferie, ROL ed ex festività: ore o giorni maturati, goduti e residui. Li spieghiamo nella guida su ferie e permessi.
- Netto in busta: la cifra che ti viene accreditata.
Per controllare che il netto sia giusto, inserisci la tua RAL nel calcolatore dello stipendio netto: la tabella voce per voce segue la stessa logica della busta paga.
I mesi in cui la busta paga cambia
- Gennaio: iniziano le rate delle addizionali dell'anno prima e il netto scende di qualche decina di euro.
- Luglio o agosto: arriva il rimborso o la trattenuta del 730.
- Giugno o luglio: la quattordicesima, se prevista dal contratto.
- Dicembre: la tredicesima e il conguaglio fiscale. Vedi il calcolo della tredicesima e la guida al conguaglio IRPEF.
Le voci variabili del mese
Accanto alle voci fisse, ogni mese possono comparire voci che cambiano con le ore lavorate e gli eventi del mese:
- Straordinari: le ore oltre l'orario normale, con la maggiorazione prevista dal CCNL. Le calcoli con il calcolo degli straordinari.
- Lavoro notturno e festivo: maggiorazioni che dal 2026, entro certi limiti di reddito, hanno un'imposta sostitutiva del 15%.
- Malattia, maternità, infortunio: le giornate pagate dall'INPS o dall'INAIL compaiono come indennità separate, anticipate dal datore. Vedi la guida alla malattia in busta paga.
- Ferie e permessi goduti: pagati come normali giorni di lavoro, con l'indicazione delle ore usate.
- Assenze non retribuite: scioperi, aspettative o permessi non pagati riducono la retribuzione del mese.
- Rimborsi e trasferte: rimborsi spese e indennità di trasferta, in parte esenti da tasse entro le soglie di legge.
Se una voce variabile ti sembra sbagliata, confronta le ore indicate con quelle che hai registrato: è la verifica più semplice da fare.
Errori comuni da controllare
- Livello sbagliato: se fai mansioni di un livello superiore per più di tre mesi (o il periodo previsto dal CCNL), hai diritto al passaggio di livello.
- Scatti di anzianità mancanti: controlla la data di assunzione e il numero di scatti maturati.
- Familiari a carico non applicati: se non hai consegnato la richiesta di detrazioni, l'IRPEF è più alta del dovuto.
- Comune di residenza vecchio: le addizionali sono calcolate sul domicilio fiscale al 1° gennaio.
- Ore di straordinario non pagate: confronta le presenze del mese con le ore in busta paga.
Se trovi un errore, chiedi chiarimenti per iscritto all'ufficio del personale o al consulente del lavoro. I crediti di lavoro si prescrivono in cinque anni: vale la pena controllare anche le buste paga passate.
Busta paga online: consegna e conservazione
Il datore di lavoro deve consegnarti la busta paga ogni mese, al momento del pagamento. Può farlo su carta o in formato elettronico, per esempio via email o su un portale aziendale, purché tu possa scaricarla e conservarla.
- Scarica ogni mese il PDF e salvalo in una cartella con anno e mese.
- Conserva anche la Certificazione Unica di ogni anno.
- Se cambi azienda, scarica tutto dal portale prima di andare via: l'accesso spesso viene chiuso.
Lo stipendio deve essere pagato con strumenti tracciabili, come bonifico o assegno: il pagamento in contanti non è ammesso.
Fonti ufficiali: TUIR (DPR 917/1986) · INPS, circolari 2026 · MEF, addizionale comunale. Parametri e date di verifica nella pagina metodo e fonti.
Leggi anche: 100, 150 o 200 € lordi: quanto sono netti · Premi di risultato 2026 all'1% · Differenza tra lordo e netto · Superminimo · Scatti di anzianità.
Domande frequenti
Dove trovo il netto in busta paga?
In fondo al cedolino, alla voce netto in busta o netto a pagare.
Dove trovo il mio livello e il contratto?
Nell'intestazione della busta paga, accanto alla qualifica.
Cos'è l'imponibile fiscale?
La retribuzione lorda meno i contributi a tuo carico: è la base su cui si calcola l'IRPEF.
Perché a gennaio prendo meno?
Perché iniziano le rate delle addizionali regionali e comunali dell'anno precedente.
Per quanto tempo conservare le buste paga?
Conviene conservarle almeno fino alla pensione: sono la prova dei contributi e delle retribuzioni ricevute.
Cosa faccio se trovo un errore in busta paga?
Segnalalo per iscritto all'ufficio del personale; se non viene corretto, puoi rivolgerti a un sindacato o a un consulente del lavoro.
Il datore può pagare lo stipendio in contanti?
No, dal 2018 lo stipendio va pagato con strumenti tracciabili come il bonifico.