Premi di risultato 2026: tassazione all'1%
Nel 2026 e nel 2027 i premi di risultato dei dipendenti privati sono tassati con un'imposta sostitutiva dell'1% invece del 5%, fino a 5.000 € l'anno (prima 3.000 €). Su un premio di 2.000 € ti restano circa 1.798 € netti, contro i 1.087 € che resterebbero con la tassazione ordinaria a una RAL di 30.000 €.
Le regole 2026
| Regola | 2025 | 2026 e 2027 |
|---|---|---|
| Imposta sostitutiva su premi e utili | 5% | 1% |
| Importo massimo agevolato | 3.000 € l'anno | 5.000 € l'anno |
| Reddito di lavoro dipendente nell'anno precedente | fino a 80.000 € | |
| Chi ne ha diritto | dipendenti del settore privato | |
| Contratto richiesto | accordo aziendale o territoriale, depositato | |
La Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026, art. 1 comma 9) ha ridotto dal 5% all'1% l'imposta sostitutiva sui premi di produttività e sulle somme erogate come partecipazione agli utili, e ha alzato il tetto agevolato da 3.000 a 5.000 € l'anno. Il regime resta quello nato con la Legge 208/2015, art. 1 commi 182-190: il premio deve essere legato a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione misurabili, previsti da un contratto aziendale o territoriale.
L'imposta dell'1% sostituisce IRPEF e addizionali regionali e comunali sul premio, ma non i contributi: sul premio pagato in denaro continui a versare i contributi INPS ordinari, il 9,19% per la maggior parte dei dipendenti.
Quanto ti resta netto
Il conto all'1% è semplice: dal premio togli il 9,19% di contributi INPS e poi l'1% di imposta sul resto. Su 2.000 € lordi i contributi sono 184 € e l'imposta 18 €, quindi ti restano 1.798 €. Con l'aliquota del 5% in vigore fino al 2025 ne restavano 1.725 €: il taglio vale circa 36 € ogni 1.000 € di premio.
| RAL | Premio lordo | Netto all'1% | Netto al 5% (2025) | Netto con tassazione ordinaria |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 2.000 € | 1.798 € | 1.725 € | 1.087 € |
| 30.000 € | 5.000 € | 4.495 € | 4.313 € | 2.607 € |
| 40.000 € | 2.000 € | 1.798 € | 1.725 € | 786 € |
| 40.000 € | 5.000 € | 4.495 € | 4.313 € | 2.074 € |
| 55.000 € | 2.000 € | 1.798 € | 1.725 € | 986 € |
| 55.000 € | 5.000 € | 4.495 € | 4.313 € | 2.453 € |
La differenza vera è con la tassazione ordinaria, cioè quella che si applica se il premio non ha i requisiti. In quel caso il premio si somma allo stipendio e paga IRPEF, addizionali e la perdita di parte delle detrazioni. Con una RAL di 40.000 € il conto è particolarmente pesante: l'imponibile è nella fascia in cui l'ulteriore detrazione del cuneo fiscale si riduce, e di un premio di 2.000 € tassato in modo ordinario resterebbero solo 786 €. Puoi vedere l'effetto di un aumento sul tuo stipendio con il calcolatore dello stipendio netto.
Premio convertito in welfare
Se il contratto aziendale lo prevede, puoi chiedere di ricevere il premio sotto forma di beni e servizi di welfare: rimborso di spese scolastiche, previdenza complementare, assistenza sanitaria, buoni acquisto. Entro i limiti del TUIR, art. 51 il welfare non paga né imposte né contributi, quindi un premio di 2.000 € convertito vale 2.000 € di servizi, circa 200 € in più rispetto al premio in denaro tassato all'1%.
Secondo i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul nuovo regime, il tetto di 5.000 € vale anche per i premi convertiti in welfare. Molte aziende aggiungono un bonus del 10-15% a chi sceglie la conversione, perché anche il datore di lavoro risparmia i contributi a suo carico. Le regole sui singoli benefit sono nella guida a fringe benefit e welfare aziendale.
Quando non spetta l'1%
- Reddito troppo alto: se nell'anno precedente il tuo reddito di lavoro dipendente ha superato 80.000 €, il premio è tassato in modo ordinario.
- Parte oltre i 5.000 €: la quota di premio che supera il tetto annuo si somma allo stipendio e paga IRPEF e addizionali normali.
- Manca l'accordo: un premio deciso solo dall'azienda, senza contratto aziendale o territoriale depositato, non è agevolato.
- Settore pubblico: l'imposta sostitutiva riguarda i dipendenti privati.
- Rinuncia: puoi chiedere per iscritto al datore di lavoro di non applicare l'imposta sostitutiva. Conviene solo in casi rari, ad esempio con un reddito molto basso in cui l'IRPEF ordinaria sarebbe comunque zero.
Come lo vedi in busta paga
Il premio compare come voce separata, di solito nel mese in cui viene pagato. Accanto trovi i contributi INPS calcolati sull'importo e una riga di imposta sostitutiva dell'1%, distinta dall'IRPEF ordinaria del mese. Il premio tassato all'1% resta separato: non si somma al reddito su cui si calcolano IRPEF ordinaria e addizionali dello stipendio. Per riconoscere le altre voci del cedolino c'è la guida su come leggere la busta paga.
Fonti ufficiali: Legge 199/2025, art. 1 comma 9 · Legge 208/2015, art. 1 commi 182-190 · TUIR, art. 51. Esempi calcolati con i parametri 2026 del nostro metodo.
Leggi anche: 100, 150 o 200 € lordi: quanto sono netti · Fringe benefit e welfare · Buoni pasto · Costo azienda di un dipendente.
Domande sui premi di risultato
Quanto si paga di tasse su un premio di risultato nel 2026?
L'1% di imposta sostitutiva, calcolato sul premio al netto dei contributi INPS, fino a 5.000 € l'anno. Su 2.000 € lordi sono circa 18 € di imposta e 184 € di contributi.
Il premio di risultato all'1% vale anche nel 2027?
Sì, la Legge 199/2025 prevede l'aliquota dell'1% per i premi del 2026 e del 2027, con lo stesso tetto di 5.000 €.
Chi guadagna più di 80.000 € può avere il premio all'1%?
No: il requisito è un reddito di lavoro dipendente fino a 80.000 € nell'anno precedente. Sopra quella soglia il premio è tassato con le aliquote ordinarie.
Conviene convertire il premio in welfare?
Di solito sì: entro i limiti di legge il welfare non paga né imposte né contributi, quindi un premio di 2.000 € vale 2.000 € di servizi invece di circa 1.798 € in denaro.