Trattamento integrativo 2026

Il trattamento integrativo vale fino a 100 € al mese, 1.200 € l'anno, e spetta ai dipendenti con reddito fino a 15.000 €. Tra 15.000 e 28.000 € spetta solo se le detrazioni superano l'IRPEF. Lo paga il datore di lavoro in busta paga.

Illustrazione: Trattamento integrativo 2026
In questa guida
  1. Cos'è il trattamento integrativo
  2. Chi ha diritto
  3. Quanto vale: esempi 2026
  4. Part time, contratti a termine e anno non intero
  5. Quando va restituito
  6. Trattamento integrativo e cuneo fiscale insieme
  7. Tre esempi pratici
  8. Trattamento integrativo e 730
  9. Come si vede in busta paga
  10. Errori frequenti
  11. Cosa controllare in busta paga

Cos'è il trattamento integrativo

Il trattamento integrativo è la somma di 100 € al mese, fino a 1.200 € l'anno, che spetta ai lavoratori dipendenti con redditi bassi. È l'erede del bonus Renzi da 80 € e arriva in busta paga come voce a parte, senza tasse.

La regola è nel decreto legge 3/2020, modificato negli anni successivi. Lo applica il datore di lavoro, che lo recupera dalle imposte che versa.

Chi ha diritto

Quanto vale: esempi 2026

Dipendente a tempo pieno tutto l'anno, Milano, 13 mensilità, nessun familiare a carico.
RALReddito imponibileTrattamento integrativoNetto mensile
9.000 €8.173 €non spetta666 €
12.000 €10.897 €1.200 €922 €
15.000 €13.622 €1.200 €1.092 €
16.500 €14.984 €1.200 €1.177 €
20.000 €18.162 €non spetta1.341 €

Tra 15.000 e 28.000 € a un single di solito non spetta, perché le detrazioni non superano l'imposta.

Part time, contratti a termine e anno non intero

Se lavori solo una parte dell'anno il trattamento integrativo si riduce in proporzione ai giorni. Con un contratto a termine di sei mesi da 12.000 € di RAL annua, per esempio, ricevi 598 €.

Per il part time vale la stessa regola del reddito: spesso il part time porta il reddito sotto i 15.000 € e fa scattare il trattamento integrativo pieno. Lo vedi nel calcolo dello stipendio part time.

Quando va restituito

Il datore di lavoro calcola il trattamento integrativo sul reddito che conosce. Se a fine anno il tuo reddito complessivo supera la soglia, per esempio per un secondo lavoro o per gli straordinari, devi restituire quanto ricevuto in più con il conguaglio di dicembre o con il 730.

Se sai già che non ti spetta, puoi chiedere al datore di lavoro di non applicarlo: eviti una trattenuta pesante a fine anno. Il meccanismo è spiegato nella guida al conguaglio IRPEF.

Trattamento integrativo e cuneo fiscale insieme

Sotto i 20.000 € di reddito il trattamento integrativo si somma alla somma esentasse del cuneo fiscale: con 12.000 € di RAL un dipendente riceve entrambi. Il calcolatore dello stipendio netto li mostra tutti e due nella tabella voce per voce, solo quando ti spettano.

Tre esempi pratici

Cameriere stagionale, 6 mesi a 1.400 € al mese

Con un reddito di 17.799 € il trattamento integrativo non spetta: le detrazioni non superano l'IRPEF lorda.

Addetta pulizie part time con 13.000 € di RAL

Trattamento integrativo di 1.200 € l'anno su un reddito di 11.805 €.

Operaio con 22.000 € di RAL e tre figli maggiorenni a carico

Trattamento integrativo di 1.134 € l'anno su un reddito di 19.978 €.

Trattamento integrativo e 730

Se il datore di lavoro non ti ha dato il trattamento integrativo ma ti spettava, per esempio perché hai lavorato per più aziende, puoi recuperarlo con il modello 730 o con la dichiarazione dei redditi: ti viene rimborsato in busta paga l'estate successiva o pagato dall'Agenzia delle Entrate.

Al contrario, se lo hai ricevuto ma a fine anno il tuo reddito complessivo supera la soglia, con il 730 lo restituisci. Per questo conviene tenere d'occhio il reddito totale dell'anno, comprese eventuali indennità INPS come la NASpI.

Come si vede in busta paga

Il trattamento integrativo compare in busta paga come voce a tuo favore, di solito chiamata trattamento integrativo o ulteriore detrazione L. 21/2020. Il datore lo paga ogni mese, in parti uguali, e lo recupera compensandolo con le ritenute che versa allo Stato.

Non è un'imposta in meno ma un credito in più: per questo lo trovi sommato al netto, non tra le trattenute. Se in un mese lavori meno giorni, la quota del mese si riduce. Con il conguaglio di dicembre il datore verifica se ti spettava davvero e, se no, lo trattiene: vedi la guida al conguaglio IRPEF.

Errori frequenti

Per vedere subito se ti spetta, inserisci la tua RAL nel calcolatore dello stipendio netto: la voce trattamento integrativo compare nel dettaglio solo quando spetta.

Cosa controllare in busta paga

Fonti ufficiali: D.L. 3/2020 (trattamento integrativo) · TUIR (DPR 917/1986) · Legge 207/2024 sul cuneo fiscale. Parametri e date di verifica nella pagina metodo e fonti.

Leggi anche: Cuneo fiscale 2026 · Detrazioni per lavoro dipendente.

Domande frequenti

Chi ha diritto al trattamento integrativo 2026?

I lavoratori dipendenti con reddito fino a 15.000 € (con IRPEF superiore alla detrazione meno 75 €) e, in alcuni casi con molte detrazioni, fino a 28.000 €.

Quanto vale il trattamento integrativo?

Fino a 100 € al mese, 1.200 € l'anno, in proporzione ai giorni lavorati.

Il trattamento integrativo è il bonus Renzi?

Sì, è l'evoluzione del bonus Renzi: dal 2020 vale fino a 100 € al mese.

Va richiesto?

No, lo applica il datore di lavoro in busta paga. Puoi chiedere di non riceverlo se sai che a fine anno supererai la soglia.

Si deve restituire?

Sì, se a fine anno il reddito complessivo supera le soglie: la differenza viene trattenuta con il conguaglio o il 730.

Il trattamento integrativo spetta con la NASpI?

La NASpI conta nel reddito complessivo: il diritto e l'importo si calcolano sul totale dell'anno. Con il 730 si sistemano eventuali differenze.

Il trattamento integrativo si vede in busta paga?

Sì, come voce a favore del lavoratore, pagata ogni mese in parti uguali.