Dimissioni e preavviso
Le dimissioni si danno online sul sito del Ministero del Lavoro, da soli con lo SPID o tramite patronato, e si possono revocare entro 7 giorni. Il preavviso lo fissa il CCNL, di solito tra 15 giorni e 2 mesi: se non lo rispetti, il datore trattiene l'indennità dei giorni mancati.

In questa guida
- Come si danno le dimissioni
- Il preavviso: quanto dura
- Cosa succede se non dai il preavviso
- Dimissioni e NASpI
- Le assenze ingiustificate: dimissioni per fatti concludenti
- Cosa ricevi nell'ultima busta paga
- Dimissioni durante il periodo di prova
- Dimissioni da un contratto a termine
- Esempio: l'ultima busta paga
Come si danno le dimissioni
Dal 2016 le dimissioni si presentano solo online, con la procedura del Ministero del Lavoro. Una lettera firmata, da sola, non basta.
- Puoi farlo da solo sul sito del Ministero del Lavoro con lo SPID o la CIE.
- Oppure tramite un patronato, un sindacato, un consulente del lavoro o un ente bilaterale, gratis o quasi.
- Il modulo arriva via PEC al datore di lavoro e all'Ispettorato.
- Hai 7 giorni di tempo per revocare le dimissioni con la stessa procedura.
La procedura online non serve per le dimissioni durante il periodo di prova, nel lavoro domestico e per le dimissioni convalidate davanti all'Ispettorato, come quelle delle madri nel primo periodo dopo la nascita.
Il preavviso: quanto dura
Chi si dimette deve dare il preavviso, cioè continuare a lavorare per un certo periodo dopo la comunicazione. La durata la fissa il contratto collettivo e dipende dal livello e dall'anzianità di servizio.
| Contratto | Preavviso di dimissioni (indicativo) |
|---|---|
| Commercio, livelli più bassi | da circa 15 giorni a 1 mese |
| Commercio, livelli intermedi | da circa 1 a 2 mesi |
| Commercio, quadri e primo livello | da circa 1 a 2 mesi |
| Metalmeccanici, operai | da pochi giorni a qualche settimana |
| Metalmeccanici, impiegati | da circa 1 a 2 mesi |
I giorni di preavviso di solito sono di calendario e partono da un giorno preciso del mese indicato dal CCNL, spesso dal 1° o dal 16. Controlla l'articolo sul preavviso del tuo contratto prima di scegliere la data.
Cosa succede se non dai il preavviso
Se lasci il lavoro senza rispettare il preavviso, il datore può trattenere dalle ultime spettanze un'indennità pari alla retribuzione dei giorni non lavorati. Con uno stipendio lordo di 1.900 € al mese, un mese di preavviso mancato costa circa 1.900 € lordi.
- Il datore può rinunciare al preavviso: in quel caso non trattiene nulla, ma di solito non ti paga i giorni non lavorati.
- Puoi concordare con il datore un preavviso più breve, meglio per iscritto.
- Durante il preavviso le ferie, di norma, non si possono usare per accorciarlo, salvo accordo con il datore.
Dimissioni e NASpI
Con le dimissioni volontarie non hai diritto all'indennità di disoccupazione NASpI. Ci sono però eccezioni:
- Dimissioni per giusta causa: per esempio stipendi non pagati, mobbing, molestie o un trasferimento senza motivo. In questo caso non devi dare il preavviso e hai diritto alla NASpI e all'indennità di mancato preavviso.
- Dimissioni nel periodo tutelato di maternità o paternità: entro il primo anno del figlio.
- Risoluzione consensuale in alcune procedure, per esempio davanti all'Ispettorato dopo un trasferimento lontano.
Puoi stimare quanto prenderesti di NASpI con il calcolo della NASpI.
Le assenze ingiustificate: dimissioni per fatti concludenti
Dal 2025 (Legge 203/2024), se ti assenti senza giustificazione oltre il termine previsto dal CCNL o, se il contratto non lo prevede, per più di 15 giorni, il datore può comunicarlo all'Ispettorato e il rapporto si considera chiuso per tue dimissioni.
Questo significa niente NASpI, perché si tratta di dimissioni volontarie. Se l'assenza aveva un motivo valido, per esempio una malattia non comunicata per cause di forza maggiore, puoi dimostrarlo e l'effetto delle dimissioni non si produce.
Cosa ricevi nell'ultima busta paga
- Lo stipendio dei giorni lavorati nel mese.
- I ratei di tredicesima e quattordicesima maturati: li calcoli con il calcolo della tredicesima.
- Le ferie e i permessi non goduti: vedi la guida su ferie e permessi.
- Il TFR, se non è versato a un fondo pensione: lo stimi con il calcolo del TFR.
- Il conguaglio fiscale dell'anno: vedi il conguaglio IRPEF.
Il TFR a volte viene pagato con la busta paga del mese successivo, secondo quanto prevede il contratto. Conserva l'ultima busta paga e la Certificazione Unica che riceverai l'anno dopo.
Dimissioni durante il periodo di prova
Durante il periodo di prova sia tu sia il datore potete chiudere il rapporto in qualsiasi momento, senza preavviso e senza indennità, salvo che il CCNL preveda qualcosa di diverso. Non serve la procedura online: basta una comunicazione scritta.
La durata massima della prova la fissa il contratto collettivo e dipende dal livello. Nei contratti a termine, dal 2025, la prova è di un giorno ogni 15 di calendario dalla data di inizio, con limiti minimi e massimi fissati dalla legge.
Dimissioni da un contratto a termine
Un contratto a tempo determinato, in linea di principio, non si può chiudere prima della scadenza con le dimissioni, salvo giusta causa. Chi lo fa può dover risarcire il danno al datore di lavoro.
In pratica, molti datori accettano una risoluzione consensuale. Se vuoi lasciare un contratto a termine, prova prima a chiudere un accordo scritto con l'azienda: eviti contestazioni e chiarisci le spettanze finali.
Esempio: l'ultima busta paga
Marco ha uno stipendio lordo di 1.900 € al mese su 13 mensilità, si dimette con il preavviso e lascia il lavoro il 15 marzo con 5 giorni di ferie non godute. Nel suo contratto il mese si conta per intero quando si lavorano almeno 15 giorni.
| Voce | Importo lordo |
|---|---|
| Stipendio dal 1° al 15 marzo | 950,00 € |
| Ratei di tredicesima (3 mesi) | 475,00 € |
| 5 giorni di ferie non godute | 365,38 € |
| Totale lordo (senza TFR) | 1.790,38 € |
Su questi importi si pagano contributi e IRPEF come sullo stipendio. A parte arriva il TFR, con la sua tassazione separata: lo stimi con il calcolo del TFR.
Fonti ufficiali: Codice civile, art. 2118 (preavviso) · D.Lgs. 22/2015 (NASpI). Parametri e date di verifica nella pagina metodo e fonti.
Leggi anche: Calcolo NASpI · Calcolo TFR.
Domande frequenti
Come si danno le dimissioni?
Online, con la procedura del Ministero del Lavoro, da soli con lo SPID o tramite patronato, sindacato o consulente.
Si possono revocare le dimissioni?
Sì, entro 7 giorni con la stessa procedura online.
Quanto preavviso devo dare?
Quello previsto dal tuo CCNL in base al livello e all'anzianità: di solito da 15 giorni a 2 mesi.
Cosa succede se non do il preavviso?
Il datore può trattenere un'indennità pari alla retribuzione dei giorni di preavviso non lavorati.
Con le dimissioni prendo la NASpI?
No, salvo le dimissioni per giusta causa e quelle nel periodo tutelato di maternità o paternità.
Nel periodo di prova serve il preavviso?
No, nel periodo di prova si può recedere senza preavviso, salvo diverse regole del CCNL.
Nell'ultima busta paga ci sono le ferie non godute?
Sì, le ferie e i permessi non goduti vengono pagati con l'ultima busta paga, insieme ai ratei di tredicesima.