Maternità e congedo parentale in busta paga
La maternità obbligatoria dura cinque mesi pagati all'80% dall'INPS, spesso integrati al 100% dal contratto; il padre ha 10 giorni pagati al 100%. Con il congedo parentale, utilizzabile dal 2026 fino ai 14 anni del figlio, fino a tre mesi possono essere pagati all'80% e gli altri al 30%.

Congedo di maternità obbligatorio
La lavoratrice dipendente ha diritto a cinque mesi di congedo di maternità obbligatorio, di solito due prima e tre dopo il parto, oppure uno prima e quattro dopo, o tutti e cinque dopo il parto con il parere favorevole del medico.
In questi mesi l'INPS paga un'indennità pari all'80% della retribuzione media giornaliera; molti contratti collettivi prevedono che il datore integri fino al 100%. Con una retribuzione di 2.154 € lordi al mese, l'80% vale circa 1.723 € lordi al mese.
Durante la maternità obbligatoria maturano ferie, tredicesima e TFR, e i contributi sono coperti.
Congedo di paternità
Il padre lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo obbligatorio, da usare tra i due mesi prima e i cinque mesi dopo il parto, pagati al 100% della retribuzione. Si aggiungono, in alcuni casi, i giorni di congedo alternativo se la madre non può usare il suo.
Congedo parentale: mesi e indennità
Dopo il congedo obbligatorio, ciascun genitore può usare il congedo parentale, facoltativo:
- La Legge di Bilancio 2026 ha portato a 14 anni l'età del figlio entro cui si può usare il congedo parentale.
- Ogni genitore ha diritto a tre mesi non trasferibili; in tutto la coppia può arrivare a nove mesi indennizzati.
- Fino a tre mesi possono essere indennizzati all'80% della retribuzione, se il congedo obbligatorio è finito dopo il 31 dicembre 2024 e il congedo è usato entro i limiti di età del figlio previsti per quell'indennità.
- Gli altri mesi indennizzati sono pagati al 30%; oltre il nono mese l'indennità spetta solo con redditi bassi.
Le regole sui mesi all'80% sono cambiate più volte negli ultimi anni e dipendono dalla data di fine del congedo obbligatorio: prima di fare domanda verifica il tuo caso sul sito INPS o con un patronato.
Quanto si perde in busta paga
Con il congedo parentale al 30%, per una retribuzione di 2.154 € lordi al mese l'indennità è di circa 646 € lordi al mese; all'80% di circa 1.723 €. Nei mesi di congedo parentale non maturano ferie e tredicesima, salvo diversa previsione del contratto, ma i contributi sono coperti figurativamente.
Per confronto, il netto mensile normale con 28.000 € di RAL su 13 mensilità è circa 1.710 €. Il calcolo esatto dipende dalla retribuzione del mese precedente e dalle integrazioni del tuo CCNL.
Altri aiuti per i genitori
- Assegno unico universale: pagato dall'INPS per ogni figlio fino ai 21 anni, in base all'ISEE.
- Bonus mamme lavoratrici 2026: 60 € al mese per le madri con almeno due figli e reddito fino a 40.000 €, o l'esonero contributivo per chi ha tre figli. Lo spieghiamo nella guida al bonus mamme.
- Permessi per malattia del figlio: previsti dalla legge, non retribuiti salvo diversa previsione dei contratti.
- Fringe benefit fino a 2.000 € per chi ha figli a carico: vedi fringe benefit e welfare.
Come fare domanda all'INPS
- La domanda di maternità obbligatoria si presenta all'INPS online, con lo SPID o la CIE, o tramite un patronato, prima dell'inizio del congedo.
- Il medico invia all'INPS il certificato medico di gravidanza; dopo il parto vanno comunicati i dati del figlio entro 30 giorni.
- Il congedo parentale si chiede all'INPS e si comunica al datore di lavoro con il preavviso previsto dal CCNL, di solito almeno cinque giorni.
- Per i dipendenti l'indennità viene anticipata in busta paga dal datore di lavoro, che poi la recupera dall'INPS.
I patronati aiutano gratis con le domande. Conserva le ricevute: servono se ci sono problemi con i pagamenti.
Diritti al rientro al lavoro
- Fino al compimento di un anno del figlio la madre non può essere licenziata, salvo casi particolari come la chiusura dell'azienda.
- Le dimissioni nel primo periodo dopo la nascita vanno convalidate dall'Ispettorato del lavoro e danno diritto alla NASpI: vedi il calcolo della NASpI.
- Nel primo anno di vita del bambino la madre, o il padre in alternativa, ha diritto ai riposi giornalieri per allattamento: due ore al giorno con un orario di almeno sei ore, retribuite.
- Al rientro hai diritto allo stesso posto o a mansioni equivalenti, nella stessa sede.
Se valuti un part time dopo la maternità, puoi stimare il nuovo stipendio con lo stipendio part time.
Maternità anticipata
Se la gravidanza è a rischio o il lavoro è pericoloso o faticoso per la gestante, la lavoratrice può astenersi prima dei due mesi che precedono il parto. Per motivi di salute la domanda va all'ASL, con il certificato medico; per un lavoro incompatibile con la gravidanza, che non si può cambiare, va all'Ispettorato del lavoro.
Durante la maternità anticipata l'indennità è la stessa della maternità obbligatoria: 80% della retribuzione pagata dall'INPS, spesso integrata dal datore secondo il CCNL.
Contratti a termine e part time
- Con un contratto a tempo determinato l'indennità di maternità spetta anche se il contratto finisce durante il congedo, per tutto il periodo dei cinque mesi.
- Spetta anche se il congedo inizia entro 60 giorni dalla fine del contratto.
- Nel part time l'indennità si calcola sulla retribuzione effettiva, quindi è proporzionale all'orario.
- Le lavoratrici autonome e iscritte alla gestione separata hanno regole e indennità proprie, da verificare con l'INPS.
Al rientro, se ti interessa ridurre l'orario per qualche tempo, stima il nuovo netto con lo stipendio part time.
Il calendario in breve
- Settimo mese di gravidanza: domanda di maternità all'INPS, prima dell'inizio del congedo.
- Dopo il parto: comunicazione all'INPS dei dati del figlio entro 30 giorni.
- Fine dei cinque mesi: rientro al lavoro o inizio del congedo parentale, con preavviso al datore.
- Primo anno del figlio: riposi per allattamento e tutela contro il licenziamento.
Fonti ufficiali: D.Lgs. 151/2001 (maternità e paternità) · INPS, circolari 2026. Parametri e date di verifica nella pagina metodo e fonti.
Leggi anche: Bonus mamme lavoratrici 2026 · Malattia in busta paga.
Domande frequenti
Quanto si prende in maternità obbligatoria?
L'80% della retribuzione media giornaliera, pagato dall'INPS; molti CCNL integrano fino al 100%.
Fino a che età del figlio si usa il congedo parentale?
Dal 2026 fino ai 14 anni del figlio.
Quanti mesi di congedo parentale sono pagati all'80%?
Fino a tre mesi per la coppia, se il congedo obbligatorio è finito dopo il 31 dicembre 2024; gli altri mesi indennizzati sono al 30%.
Quanti giorni di congedo spettano al padre?
10 giorni lavorativi obbligatori, pagati al 100%.
La maternità fa maturare la tredicesima?
Sì, durante la maternità obbligatoria maturano ferie, tredicesima e TFR.
Le dimissioni dopo la maternità danno diritto alla NASpI?
Sì, se presentate entro il primo anno di vita del figlio e convalidate dall'Ispettorato del lavoro.
La maternità spetta se il contratto a termine scade?
Sì, l'indennità continua per tutto il congedo anche se il contratto scade durante quel periodo.